Della mia infanzia le cose che ricordo con maggiore inquietudine sono le innumerevoli sgridate dei miei genitori, che mi dicevano: “questo non si fa, questo non si dice, questo non si tocca”. Quante volte mi sono chiesto, e ho chiesto, il perché, senza però ricevere una risposta realmente esplicativa. Il più delle volte mi veniva risposto che era da maleducati o per mancanza di rispetto o, meglio ancora, perché era così e basta. Così mi sono abituato a non comprendere le ragioni delle mie azioni, ma semplicemente a cercare l’approvazione altrui e non la mia. Ho imparato a non soddisfare le mie esigenze né la mia curiosità. Ho imparato ad assecondare le mie azioni, i miei pensieri, le mie emozioni e persino i miei sentimenti verso le persone a me più vicine. Alla fine non conoscevo più quali fossero le mie esigenze e la mia volontà. In compenso conoscevo perfettamente il rispetto, l’educazione, il dovere, l’ubbidienza, il peccato, l’onore, la patria, e ogni forma di appartenenza a schemi sociali.

Perdendo così ogni forma di percezione sensoriale, istintiva, intellettiva, emozionale, si può percepire e vivere solo ciò che la società ti consente, non altro. Per questo alla fine sei senza obiettivi se non quelli sociali imposti dall’educazione, dalla religione, dall’istruzione – o meglio dalla distruzione, – dalla politica e dai valori sociali (che molto spesso non sono personali).

Tanti schemi, obblighi e doveri strutturano una vita che alla fine diventa vuota, perché nessuna di queste cose ti appartengono, in quanto non sono collegate alle tue reali esigenze – che non hai potuto conoscere perché ti sono state vietate -; e allora ti dicono di amare e tu ami, di odiare e tu odi, di apprezzare e tu apprezzi, di disprezzare e tu disprezzi. Ti piace ciò che ti dicono che è bello, ma in realtà se non c’è qualcuno che giudica il tuo operato (positivamente o negativamente) tu (che non esisti) sei disorientato. Per questo non vivi, non puoi farlo perché non sai come si fa. Sei in uno schema. Sei lo schema che la società ha costruito. Sei un medico, un ingegnere, un avvocato, uno spazzino, un marito, una moglie, un fratello, una sorella, un figlio, un genitore e come tale hai dei doveri e dei diritti.

Ma l’amore, l‘energia che rende vivo l’Universo, dov’è quel grande amore di cui parlava Buddha, Gesù, Maometto e tutti i maestri reali?

È dentro di noi, represso e compresso dagli schemi che, annullando la volontà reale, assoggettano la persona a quel meccanismo sociale che non consente la vita reale. Perciò la vita diventa vuota, senza senso, ricca di obiettivi apparenti che, una volta raggiunti, non ti soddisfano, non ti appagano, per il semplice motivo che non ti appartengono.

Allora che fare?

La risposta è vivere, ma per vivere dobbiamo conoscere le nostre esigenze, i nostri desideri e il nostro carisma. Dobbiamo conoscere l’unica persona importante, essenziale per noi. Essa è il mezzo e il fine della nostra vita. Questa persona, che la società ci nasconde con tanta cura, ma che è l’unico motivo della nostra esistenza, è la risposta alle nostre domande; è la realtà; il re della nostra vita. Questa persona è una ed è tutti, ma tutti vengono solo dopo l’IO. Per essere dobbiamo conoscerci amarci comprenderci. Per amare dobbiamo amarci, non c’è altra possibilità. Non si può amare uno schema plasmato dai doveri e dai sensi di colpa, dal giudizio e dal peccato, da spiegazioni mentali e non intellettive perché supportate da schemi e non da esperienze. L’unico modo di comprendere è fare esperienza per acquisire conoscenza e poi trasformarla in COSCIENZA.

Se una cosa ci piace non fa male, ma allora perché desideriamo tante cose che ci fanno così male?

Se non riesci a darti una risposta da solo, a questa e a tante altre domande che riguardano la tua vita, non cercarla negli altri, perché per quanto bella entusiasmante e soddisfacente non è la tua, e manca di vita. Usa una guida che ti consenta di fare le tue esperienze, che ti mostri la via e non la faccia al posto tuo. Ogni risposta alle tue domande sui tuoi dubbi data da un’altra persona è apparenza, dove la strada che devi fare tu è stata fatta da un altro, e tu sei sempre li. Ogni risposta che ti dai, e sai che è la risposta giusta anche senza l’approvazione altrui, è un passo in avanti; anche se nelle fasi successive del tuo cammino comprenderai che quella forse non era proprio la più corretta. Non giudicare e non temere o cercare il giudizio degli altri. Non temere l’esperienza, ma cerca le esperienze che consentono di conoscerti. Non cercare risposte mentali, ma cerca risposte intellettive collegate sempre ad esperienze vive attive e dinamiche. Usa il passato come esperienza e il futuro come progetto, ma vivi il presente: è l’unico reale.

Nel presente è possibile fare fisicamente ogni cosa. È in questa dimensione che è possibile fare le proprie esperienza di vita, trasformare le teorie, i desideri, i pensieri, i sentimenti in realtà che danno uno spessore tridimensionale alla vita. Che ci consentono di trasformare la comprensione in  consapevolezza che, attraverso l’osservazione e l’esperienza ,diventa coscienza arricchendo così noi stessi e l’universo intero.

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